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Sono un’umanista e un’artista. Ecco come credo che questo potrebbe cambiare il mondo

di Francesca Khalifa

 Novembre 15, 2018 admin  0 Commenti

“L’umanesimo ci insegna che è immorale aspettare che Dio agisca per noi. Siamo noi che  dobbiamo muoverci per fermare le guerre, i crimini e le brutalità di questa epoca e di quelle future. Siamo noi ad avere potere, un potere incredibile. E siamo davvero liberi nello scegliere ciò che faremo. L’umanismo ci dice che qualunque sia la nostra filosofia dell’universo, alla fine la responsabilità per il tipo di mondo nel quale viviamo è nostra”

(The faith of a Humanist, Kenneth Phifer).

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intro and recording review by Alfredo Di Pietro

Spesso percepiamo lo scorrere del tempo in modo disuguale. Nelle tantissime tessere che compongono il mosaico del nostro vissuto, certi eventi rimangono vivi nella memoria mentre altri cadono rapidamente nel dimenticatoio. La mente opera una selezione mettendo lo "sticky" su dei momenti che ci hanno particolarmente colpito, altre volte le reminiscenze sembrano sepolte dalla polvere degli anni. Può accadere che sostino silenziose nei meandri del cervello, continuando comunque a lavorare in "background", salvo poi affiorare potenti alla minima sollecitazione. Uno degli episodi che più hanno condizionato la mia vita di melomane è la scoperta della Sonata N° 30 Op. 109 di Ludwig van Beethoven, delle trentadue che scrisse il genio di Bonn la mia preferita. Ero un ragazzino di dodici anni quando l'ho sentita per la prima volta su una fonovaligia Lesaphon. Facevo girare per ore il vinile Joker con quella sonata interpretata dal pianista tedesco Adolf Drescher. Mi lasciavo investire da quei suoni, rapito da una musica di cui intuivo la grandezza ma che non riuscivo a penetrare completamente. Perdurava in me la sensazione di un qualcosa di riposto, che sfuggiva alla mia piena comprensione, inseguito con ostinazione e mai raggiunto. Era una musica troppo grande per me, covavo la presunzione di farla mia, cercavo le ragioni del sortilegio sonoro senza però riuscire a darmi una risposta. Il ragazzino di allora è oggi diventato un uomo maturo ma il lavoro d'incessante ricerca non è ancora finito.

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